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El Ghibli è un vento che soffia dal deserto, caldo e secco. E' il vento dei nomadi, del viaggio e della migranza, il vento che accompagna e asciuga la parola errante. La parola impalpabile e vorticante, che è ovunque e da nessuna parte, parola di tutti e di nessuno, parola contaminata e condivisa. È la parola
della scrittura che attraversa quella di altre scritture, vi si deposita
e la riveste della polvere del proprio viaggio all'insegna dell'uomo e
del suo incessante cammino nell'esistenza. E per dare vita ad un progetto letterario che, muovendo dalla migranza, riconsideri consapevolmente la parola scritta dell'uomo che viaggia, che parte, che perde per sempre e che per sempre ritrova. Un progetto letterario che parli del viaggio in movimento e di quello immobile.
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